L’invito – anamnesi

Aprile 2021

L’eucaristia – fonte e culmine della storia

Le stesse parole dell’introduzione – «Avvicinatevi, bambini miei» e «Sono qui per comunicarvi una grande notizia» – sono da parte della Bella Signora un invito a ricordare quello che Dio aveva progettato fin dall’inizio dei tempi: cioè, che Dio vuole avere noi tutti accanto a Sé, nel Cielo. Praticamente è questo il compito dell’uomo sulla terra: prima di tutto desiderare per se stesso, e poi assecondare gli altri nel desiderio di scoprire questo piano di Dio e nell’accettarlo come proprio. Tra gli uomini non c’è nessuno che ci tenga a realizzarlo così tanto, come la Madre di Gesù e la Madre di tutti i credenti in Lui.

Maria ci indica i luoghi e i tempi concreti, dove possiamo discernere questo piano e far esperienza del sostegno personale di Dio nella grazia che viene dal Suo Figlio, Gesù. Si tratta prima di tutto della Santa Messa, attraverso cui Gesù Cristo vuole elargirci i suoi doni; inoltre si tratta della preghiera e del tempo dedicato ad essa, che Maria non teme di ridurre alla sola recitazione del Padre nostro e dell’Ave Maria. Per alcuni, già queste preghiere diventano qualcosa di sconosciuto, perché non insegnato dai genitori, i quali oggi sempre più spesso non sentono neanche il bisogno di battezzare i propri figli. Anche la Quaresima non è più tempo di preparazione al Sacrosanto Triduo Pasquale, ma viene trattata come normali giorni feriali, senza un significato particolare.

Maria non ha mancato di accennare che le deteriorate relazioni con Dio si riflettono anche nelle nostre coltivazioni danneggiate e nei raccolti rovinati. Dimentichiamo sempre il legame tra il comandamento di Dio: «Soggiogate la terra e dominatela» e le parole di Maria: «Se si convertono, le pietre e le rocce si muteranno in mucchi di grano e le patate nasceranno da sole nei campi». Si può soggiogare la terra in modo soddisfacente solo allora, quando noi stessi ci lasciamo soggiogare da Dio. Maria ci ricorda questa verità già all’inizio della parte francese del Suo Messaggio: «Se il mio popolo non vuole sottomettersi…». Ella stessa vuole mostrarsi come la prima che si sottomette a Dio ed è orgogliosa di questa scelta. Niente costruisce la pace interiore in modo così forte come l’adesione alla Volontà di Dio, e la Vergine Immacolata ne è un esempio costante per noi. Perciò parlando di noi dice «il mio popolo», perché Ella spera che, come dentro Lei stessa, così anche in ciascuno di noi c’è questo naturale desiderio di Dio e la voglia di piacerGli per amore, e non per calcolo o per malizia nascosta.

Se qualcosa non va secondo i nostri piani, allora imprechiamo distratti: vuoi contro gli autisti, vuoi contro i pedoni, contro le persone sgradevoli, contro le autorità statali, contro i servizi pubblici, contro l’assistenza sanitaria, contro la siccità, contro la pandemia del coronavirus e le speculazioni legate ad essa, contro i raccolti danneggiati, contro i prezzi dei servizi e dei prodotti, contro i malfattori e contro gli insuccessi e gli imprevisti di ogni genere. Maria ci ricorda che tutto questo richiede un intervento di Dio. Gesù è pronto ad aiutarci, ma il nostro comportamento e l’indifferenza verso la relazione eterna con Dio richiedono sempre più forti mezzi di riparazione. Maria si appella a Gesù – a cui accenna con lacrime – affinché usi soluzioni più delicate. Ma anche Lei è consapevole che con il nostro comportamento noi ci poniamo di fronte a una scelta tra la perdita della vita eterna e l’intervento pesante del braccio di Gesù, non più possibile da frenare neanche da Maria, anche se pieno di grazia. Egli non vuole punire. La punizione è il nome che noi diamo all’ira di Dio. L’ira di Dio, nelle parole dei profeti, significa lo zelo del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo a mettere ordine in tutto, così come Dio aveva voluto fin dall’inizio del mondo.

Seguiamo questo invito di Maria a sottometterci a Dio e obbedire a Lui in tutto ciò che c’è scritto nel Decalogo. Ricordiamo poi che Dio è misericordioso nel tempo mondano e vuole sempre aiutarci. Ma finito questo tempo, Egli purtroppo deve essere solo giusto, cosa che noi dimentichiamo.

E Maria a La Salette soffre proprio per il fatto che noi ce ne dimentichiamo.

Karol Porczak MS

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