Omelia chiusura del Conciglio della Congragazione

Cari Confratelli, con questa celebrazione eucaristica il Consiglio di Congregazione, iniziato il 6 febbraio scorso, chiude i battenti, non prima di aver esaurito quanto previsto dal suo programma.
Il Signore e la Vergine de La Salette, ne siamo certi, ci hanno accompagnato lungo queste tre settimane e crediamo fermamente che lo Spirito Santo ci abbia guidato nelle discussioni e nelle decisioni che ne sono seguite. Di tutto questo diciamo un sincero grazie a Dio.

Ci siamo sforzati di dialogare tra di noi, ascoltando le ragioni degli uni e degli altri in spirito di comunione e di famiglia, con lo sguardo sempre rivolto al bene della nostra Congregazione e della missione che essa è chiamata a svolgere nella Chiesa e nel mondo.
Abbiamo fatto l’esperienza che camminare insieme talvolta non è facile a causa delle differenti sensibilità di cultura e di lingua, ma si rivela sempre una ricchezza che ci apre nuovi orizzonti e nuove possibilità di comprensione e di collaborazione.

La nostra Congregazione sta vivendo un periodo davvero significativo di interdipendenza, fatta di sostegno e di mutua collaborazione tra le Province a diversi livelli: pastorale, missionario, comunitario e anche finanziario. E’ un momento di grazie che non dobbiamo sprecare ma far fruttificare al massimo.
Tre decisioni in particolare, prese in questo CdC, mi pare caratterizzino in modo chiaro il cammino della nostra Congregazione in questo preciso momento della sua storia: la erezione a Regione del Distretto di Myanmar, la risposta missionaria ad una chiesa particolare di periferia, con l’apertura di una nuova missione salettina in Mozambico e il lavoro con quei laici che desiderano far loro e vivere assieme a noi il carisma della riconciliazione. Queste decisioni costituiscono delle vere sfide cui dobbiamo far fronte nella fede, con coraggio e senza paura nella piena fiducia e consapevolezza che Dio è sempre con noi e che la Bella Signora non ci farà mai mancare la sua guida e protezione materna.

Con questo Consiglio di Congregazione abbiamo anche dato inizio ufficialmente alla preparazione del Capitolo Generale che avrà luogo a Las Termas (Argentina) dal 9 aprile al 5 maggio 2018. Esso costituisce, come ogni altro Capitolo, una tappa molto importante nel cammino carismatico e missionario che la nostra Congregazione è chiamata a compiere in seno alla Chiesa e come servizio al mondo di oggi.
A questo evento ecclesiale e carismatico salettino dobbiamo arrivare ben preparati assieme a tutti i nostri confratelli sostenuti dalla solidarietà umana e spirituale di tanti laici, amici e benefattori che con noi condividono le gioie e le sfide della missione.

“Nella grazia della Salette, profeti per un mondo riconciliato” è il tema che abbiamo scelto per accompagnare la preparazione e la celebrazione del Capitolo Generale. In esso ci sono tre elementi importanti su cui richiamare l’attenzione di tutti noi: il ritorno alle radici della nostra vocazione religiosa e salettina, che è costituito dall’apparizione della Vergine a Massimino e Melania e la necessità di rendere chiara la nostra identità; la chiamata da parte della Chiesa ad essere testimoni credibili con la vita e la parola; mettere il nostro carisma a servizio della riconciliazione.
Vi chiedo, cari Provinciali, di aiutare i confratelli a vivere questo tempo di preparazione come un tempo di grazia e di opportunità nuova per un profondo rinnovamento identitario, religioso, personale e comunitario e anche missionario.

Alla luce di Is. 43,19, il nostro tema dell’anno, vi invito a vedere, con l’aiuto dello Spirito, tutto il bene che i confratelli stanno facendo, per ringraziarne il Signore e nello stesso tempo cogliere quanto di nuovo sta emergendo dentro e attorno a noi, nelle comunità e sul terreno della missione. Questa attenzione ai segni dei tempi è una caratteristica che ci accompagna fin dagli inizi della nostra presenza nella Chiesa. Aprire gli occhi sulla realtà, di peccato, di ingiustizia, di disprezzo della dignità umana che ci circonda, ascoltare il “grido dei poveri”, degli emarginati, di quelli che non contano ed essere pronti ad intervenire là ove la Chiesa ci chiama ecco la nostra missione nel mondo di oggi.
Silvano Marisa MS

Superiore Generale

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